L' uomo al giudizio della scimmia
Dove siamo finiti!!!
Al bando i creazionisti da questo sporco mondo!viva Darwin e viva la scimmia.
Nella patria dell’ ottocentesco processo alla scimmia, gli USA,in cui i poveri evoluzionisti dell’ epoca lottavano contro torme di teocratici assatanati e barbari che li volevano condannare al rogo eterno delle idee sconfitte, e, magari, nelle menti balzane di qualcuno, vi era proprio l’ intenzione di passarli per il fuoco, si è passati alla caccia al povero creazionista.
Da questa lotta matta e disperatissima, per dirla con il Leopardi, quasi da carbonari falliti e reietti, che diffondevano un verbo scandaloso e da misteriosi cagliostro alla ricerca della pietra filosofale, si è passai, nel corso di questo ‘900 matto e basta, a dare, nel 2007, le chiavi del potere assoluto della cultura e delle idee a questi partigiani della verità, che, come tutti i lottatori terroristi , una volta saliti al potere assoluto, hanno voluto esportare il metodo del sempiterno attentato alla loro logica di potere,e, dunque, si comportano oggi da dittatori ed allora non si può dire nulla.
I poveri creazionisti (che hanno come sola colpa quella di immaginare un’ intelligenza come fattore originario del nostro mondo, poveri pazzi!!) devono nascondersi, vagare come reietti perché i razionalisti, gli atei, i vuoti di spirito ( qualcuno avrebbe detto i poveri di spirito, ma a me piace essere più drastico) dominano il campo e criticano i nostri dicendo che essi ( i creazionisti), che si appellerebbero all’ intelligenza superiore, non portano mai, a loro favore, una prova in positivo dell’ esistenza di Dio, del dio creatore del cielo e della terra, ma solo prove in negativo, dicendo, a questo proposito: “ ma non è possibile affermare ( o smentire) che sia tutto frutto del caso e dunque c’è un Dio”.
A tutti questi “vegliardi della ragione”, vorrei semplicemente rispondere che il profeta del razionalismo classico, cioè colui che dovrebbe essere il portabandiera del metodo scientifico e della sua declinazione filosofica, il buon Cartesio, a proposito dell’ Idea di Dio, un po’ un must per i filosofi dell’ epoca postgalileiana, era solito dire che lui, non essendo in grado di dimostrare scientificamente l’ esistenza di Dio, non era però in grado di dimostrarne l’ inesistenza.
Come si vede, è proprio uno dei pensatori da ascrivere al campo degli scientisti ( e buon scienziato e matematico lui stesso) che inventò l’ argomentazione “ a contrario”, proprio con riferimento all’ idea di Dio.
Ed allora? Vorremmo che il pensiero debole attuale sia più forte del sano filosofare, figlio del metodo sperimentale? Dovremo morire tutti pieni di incertezze, rannicchiati nelle nostre certezze da ammassi di fango, e spegnerci, raggrumati come un misero agglomerato di cellule povere e disperate, per poi ritornare, alla nostra morte, un felice disperdersi di materia, così, senza storia e senza traccia?
Se questo è il loro futuro, che si accomodino pure!!
Io vorrei, di certo, un po’ ribellarmi a queste certezze di stampo sabaudo, gelido ed impersonale, serie, severe e vorrei accedere, con più respirabile libertà, ad una lezione ed una tradizione che si fa più vicina ad una lectio ratisboniana che vuol vedere proprio nella nostra mente e nella nostra ragione la prima luce di quell’ inconoscibile che è il mistero di Chi ci ha fatto.
Siamo, dunque, consapevoli del fatto che Qualcuno ci volle ( e son disposto a scommettere che anche il più ateo degli atei, nel suo cuore, al fondo, sa e riconosce che è così, ma lasciamogli recitare la parte degli eterni scettici, nutriti di agnosticismo).
