mercoledì 28 marzo 2007

Sfogliando il catalogo IKEA mi sono accorto di una cosa.
I mobili, dove sono? Dove sono i pimpinnacoli dei guardaroba, dove le uve scolpite delle credenze, le gambe piene e tornite delle poltrone? Tutto finisce piallato squadrato incastrato come in un TETRIS. Altro che cura della casa!
Eh no! Qui si vogliono cancellare le balconate del barocco leccese, i santi di tufo sulle guglie delle chiese e le si vogliono sostituire con il druido e l’albero. Qui si vuole imporre il frigido Odino e Loki trasformato in giumenta con Zeus che visita Danae sottoforma di pioggia dorata.
Inoltre io che mi commuovo all’odore del calzone, che lacrimo alla vista di un percoco nel vino, dovrei apprezzare la polpettina con la marmellata di mirtilli?
Ma difronte a tanta avanzata iperborea, credo sia ormai troppo tardi: il giovine barese china il capo mentre pensa ai 2 mila euro a metro quadro delle stamberghe in zona Japigia, al mutuo centenario acceso con la banca, ai pochi soldi del lavoro precario, china il capo e inghiotte le kottbullar sognando ‘na tiedde di patane ris’ e cozze della madre, ma questa è un’altra storia…

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