www.noigiovanileoni
Di che cosa vogliamo parlare?
Ma sì, affrontiamo un tema caro a tutti: il futuro dell’ Italia ed il ruolo dei giovani..
Cominciamo col dire che considerare giovani gente che ha ormai trentacinque anni, sa francamente di vergognoso..
È questa una età in cui si dovrebbe avere in mano le redini della propria vita, di una propria famiglia, della propria nazione..
È così perché è così, non c’è una spiegazione da dare, è giusto che una persona fortemente adulta, di trentacinque e più anni, sia matura e già, sotto molti aspetti, vecchia ed in disfacimento, anche se dovesse avere la possibilità di campare per duecento anni…
Perché a trentacinque anni c’è già l’artrosi, non si è più elastici e pronti, reattivi, scattanti come lo si è ai fatidici venti anni, perché le cellule cerebrali non sono più pronte e non si rinnovano più ( anche se vi sono studi che parrebbero smentire quest’ultima affermazione ).
Ed allora, come è possibile non affidare a questo corpo, già in più o meno rapido degrado, la facoltà, il dovere e l’obbligo di prendere in mano le sorti di una serva Italietta?
Questa terra va affidata, volente e nolente, ai derelitti, ai disfatti, ai fatti giovani. Non possiamo farne a meno…
Ma, in realtà, cosa vedo all’ orizzonte?
Una paura, di noi tutti, a prenderci le nostre responsabilità, di avere il coraggio di portare idee nuove, anche le più distruttive ed assurde, ma idee degne di un certo nome e di una parvenza di serietà…
Tempo fa, leggevo sul Foglio di Ferrara (altro giovane!!), che si può governare come Bush e cioè con ferina, lucida ed appassionata determinazione conservatorista e si può governare come Zapatero, uomo dotato di altrettanta ferocia, questa volta di stampo guevarista, al di là del suo apparente look da allampanato.
Ma come il Cav. o come il Prode, si può? Si può cedere alle pressioni di Tizio e di Caio, si può ascoltare anche Sempronio, dar voce a Mevio, sentire le ragioni di Cesare, comprendere le istanze di Cornelio e così via???
O si deve spianare tutto scegliendo di dare libero sfogo al mercato salvifico e omniregolatore ovvero, dall’ altro corno, statalizzando tutto il possibile, affogando di tasse i residui fondamentali economici, facendo sposare i potentissimi lobbisti, adoratori delle nuove vie o vite “ di fatto”?
Questi disinteressati vecchietti, non vogliono o non possono far niente, guardano a noi con un misto di saturnina perfidia e di commiserazione, della serie: “poveretti, siete proprio frecati, ma ve la siete anche voluta e, dopo di noi, il diluvio!!!”.
Saranno le nostre belle e brave onorevoli ed i nostri ben abbigliati, svegli e preparati membri della nostra ‘nuova classe dirigente’ capaci di risollevarci risollevandosi???
Non credo proprio !!
Essi continueranno a bearsi di essere le ombre spente degli illustri padri (o padrini), i quali ci uccideranno nel sonno della nostra beata incoscienza di bambini dalle basette ormai brizzolate.
Ma sì, affrontiamo un tema caro a tutti: il futuro dell’ Italia ed il ruolo dei giovani..
Cominciamo col dire che considerare giovani gente che ha ormai trentacinque anni, sa francamente di vergognoso..
È questa una età in cui si dovrebbe avere in mano le redini della propria vita, di una propria famiglia, della propria nazione..
È così perché è così, non c’è una spiegazione da dare, è giusto che una persona fortemente adulta, di trentacinque e più anni, sia matura e già, sotto molti aspetti, vecchia ed in disfacimento, anche se dovesse avere la possibilità di campare per duecento anni…
Perché a trentacinque anni c’è già l’artrosi, non si è più elastici e pronti, reattivi, scattanti come lo si è ai fatidici venti anni, perché le cellule cerebrali non sono più pronte e non si rinnovano più ( anche se vi sono studi che parrebbero smentire quest’ultima affermazione ).
Ed allora, come è possibile non affidare a questo corpo, già in più o meno rapido degrado, la facoltà, il dovere e l’obbligo di prendere in mano le sorti di una serva Italietta?
Questa terra va affidata, volente e nolente, ai derelitti, ai disfatti, ai fatti giovani. Non possiamo farne a meno…
Ma, in realtà, cosa vedo all’ orizzonte?
Una paura, di noi tutti, a prenderci le nostre responsabilità, di avere il coraggio di portare idee nuove, anche le più distruttive ed assurde, ma idee degne di un certo nome e di una parvenza di serietà…
Tempo fa, leggevo sul Foglio di Ferrara (altro giovane!!), che si può governare come Bush e cioè con ferina, lucida ed appassionata determinazione conservatorista e si può governare come Zapatero, uomo dotato di altrettanta ferocia, questa volta di stampo guevarista, al di là del suo apparente look da allampanato.
Ma come il Cav. o come il Prode, si può? Si può cedere alle pressioni di Tizio e di Caio, si può ascoltare anche Sempronio, dar voce a Mevio, sentire le ragioni di Cesare, comprendere le istanze di Cornelio e così via???
O si deve spianare tutto scegliendo di dare libero sfogo al mercato salvifico e omniregolatore ovvero, dall’ altro corno, statalizzando tutto il possibile, affogando di tasse i residui fondamentali economici, facendo sposare i potentissimi lobbisti, adoratori delle nuove vie o vite “ di fatto”?
Questi disinteressati vecchietti, non vogliono o non possono far niente, guardano a noi con un misto di saturnina perfidia e di commiserazione, della serie: “poveretti, siete proprio frecati, ma ve la siete anche voluta e, dopo di noi, il diluvio!!!”.
Saranno le nostre belle e brave onorevoli ed i nostri ben abbigliati, svegli e preparati membri della nostra ‘nuova classe dirigente’ capaci di risollevarci risollevandosi???
Non credo proprio !!
Essi continueranno a bearsi di essere le ombre spente degli illustri padri (o padrini), i quali ci uccideranno nel sonno della nostra beata incoscienza di bambini dalle basette ormai brizzolate.

1 commento:
Ma c'è chi già a vent'anni è vecchio e più frecato del trentacinquenne, considerando che la giovane generezione di oggi, che considero malata, senza ideali, cattiva e vuota va sempre più alla deriva. E' mai possibile che, per poter comunicare tra loro, hanno bisogno di un cellulare? E per risolvere le loro insoddisfazioni ed incertezze ricorrono a droghe dapprima leggere e poi devastanti?
Certo è che i giovani, ventenni o trentacinquenni, non hanno uno Stato su cui contare, fatto di vecchi che hanno trasformato l'Italia in un'escremento a forma di stivale.
Ciao Prugna
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