lunedì 14 maggio 2007

(H)omo novus italicus


Un tempo si diceva:la donna è il sesso debole, ma, in realtà, è il vero sesso forte, in quanto, disponendo del “muscolo volontario”, poteva decidere come e quanto concedersi, e se lo faceva, si rendeva “disponibile” anche controvoglia, durante l’ amplesso; era libera di fuggire ed inseguire i propri pensieri.
Oggi, è cambiato tutto: la donna, conscia, dalla nascita, della propria forza, ha, da tempo, assunto, consapevolezza di sottomettere il maschio, violento e riottoso per definizione, ai suoi voleri, anche in termini di quella che era, una volta, la misura della, un tempo, forza preponderante dell’ ometto, vale a dire quella economica; la missione era divenuta portare via il patrimonio a colui il quale, come una ciabatta, era oramai inutile, un pericoloso ostacolo alla sua realizzazione completa: di donna, di madre, di amante, di compagna….
L’uomo cosa fa?
Niente, non può reagire offrendo pan per focaccia alla sua indipendente amica, di solito fugge, si strugge di questa sua disadattante condizione umana; se, per disavventura, è anche padre, gli viene negato tutto: vicinanza dei figli, partecipazione all’ educazione; le madri, affidatarie per diritto divino, parlano malissimo del padre, ne sottolineano i demeriti, li esaltano, magari inventando o, più semplicemente, dimenticando che una cosa è il padre, un’ altra era il marito, attribuendo al padre quello che loro avrebbero subito dal marito ( anche se qualcuna ne avrebbe ben donde !!)…
Ma la soluzione arriva dall’ est, la carica delle afroditi del postmuro caduto è manna per l’ isolato uomo occidentale, meglio se, come sempre, abbiente; si passa dalle compiacenti grazie concesse per 200-300 Euro “ per una serata diversa “ o “ un caldo week –end” sino alle vere e proprie convivenze a lungo termine…
L’ uomo italiano, vilipeso e frustrato da cotanta veemenza da carta bollata, ha scoperto come reagire alla protervia femminina… scappa e va a concedersi i piaceri del sesso con queste donnine, le quali, non tutte ingrate ed animate da abnegazione “professionale”, accettano di essere le geishe del XXI secolo; alcune lo fanno convinte, molte sono alla ricerca del pollo, ma vogliono essere ancora fedeli a quelli ed ai loro regali costosi, al sentimento ed allo shopping..
L’uomo accetta tutto questo con malcelato orgoglio; sa che il potere della carta di credito può far ancora presa su certe aree mondiali, in teoria depresse e povere…
L’unica ricchezza che possiedono è la loro figura, le loro qualità, la loro dolcezza, nel talamo e nella vita di tutti i giorni.
Costruita o meno che sia, all’uomo italico poco importa…
Ed allora, anche luoghi per pensionati arzilli in cerca di recupero delle memorie d’ un tempo, come terme, spiagge d’ inverno e tranqulli hotels montani d’ estate, diventano tutto un pullulare di biondone con stacchi di cosce esagerati, piccoli seni, slavi ed appuntiti, al vento che si accompagnano a disfatti signorotti, bruttarelli dai capienti stipendi, pubblici e privati, vecchi e ricchi ( anche di debiti) vedovi di diritto e ( quel che più conta) di fatto….
Dall’ altra parte della barricata stanno le vedove e le lasciate, le ex suffragette della indipendenza, le militanti dei diritti delle donne in quanto donne, madri, mogli ed amanti che, all’ improvviso, non sono più niente e, private di tutto il loro potere da carta bollata, schiumano rabbia contro il destino…
Una volta si sarebbe detto che il vero sesso forte è in realtà quello che gestisce con maggiore furbizia i momenti di difficoltà; non voglio dire che l’ uomo abbia superato la propria controparte in astuzia, anche perché, in realtà, si serve di altre donne che gli faranno anche la pelle, ma vuoi mettere che, anche rischiando, ti va bene e ti trovi una nuova sottomessa da portarti accanto nei caffè un po’ tristi di queste località da sfigati lungo questi vecchi viali alberati, trofei da esibire coram populo oppure di fronte a qualche altro barbagianni o bruttone di mezza età…
Sempre meglio che lottare con una inacidita virago litigando per un vano o meno di una casa o disputarsi i giorni di visita di figli, sempre meno amati, passeggiando per i corridoi di un Tribunale.

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