Ius civile e Ius naturale (ovvero la naturalezza delle leggi)
La nostra società si è caratterizzata sempre per saper fornire spazi di libertà “DA” e non di libertà “DI”, in quanto tutto quello che connota la società c.d. borghese è stato assicurare la difesa passiva dell’ individuo rispetto ad uno stato, ad un potere, ad un monarca, ad un dittatore, ad un partito o ad un pensiero unico che lo potesse far sentire diverso, estraneo o, più semplicemente, direttamente minacciato da qualcosa o qualcun altro..
Ed allora, sono sorte (e si sono rapidamente affermate) le idee di libertà di riunione, associazione, manifestazione del pensiero e tutte quelle altre che noi abbiamo imparato a conoscere così bene, soprattutto perché ce ne serviamo ogni giorno, o comunque possediamo la potenzialità di servircene al momento che a noi più piace.
In questo quadro, perfettamente si calzano le libertà (ed in qualche caso) anche le richieste di diritti delle minoranze, tra le quali si possono annoverare quelle degli omosessuali, così come dei disoccupati o degli inoccupati - dei quali non frega niente a nessuno.
Quindi, diritti e prerogative individuali per tutti.
Diritti sociali e categoriali, no, perché questi non nascono di certo dalla Costituzione che, come tutti i testi di quell’epoca, aveva voluto inserire anche spazi di libertà di fare, di vietare la interposizione di ostacoli per poter far fare questa o quella cosa alle formazioni sociali, che essa stessa avrebbe dovuto creare..
Ebbene, questa parte del testo fondamentale ha fallito perché non si può imporre con una carta scritta quello che la natura volle creare obbedendo alle sue leggi, non esistono le libertà di far qualcosa, perché quasi tutte configgerebbero con le altre aspirazioni di altri soggetti di fare o poter fare altrettanto od altre cose completamente diverse o chiaramente confliggenti con le aspirazioni dei primi richiedenti, con ciò generando un caos di richieste e pretese artificiali (che noi tutti conosciamo, sarebbe stucchevole ripeterli tutti in questa sede: l’ adozione di minorenni da parte di omosessuali od anche da parte di singles, matrimoni tra nubendi dello stesso sesso, gravidanze “eterologhe” e quant’ altro).
Questo rivendicazionismo, un po’ vuoto e caciarone, porterebbe tutti noi a perdere il filo del discorso naturale che corrisponde all’ ordine naturale delle cose…
Lo so, pare una conclusione debole rispetto alla precedente elaborata carrellata storico – giuridica, ma, credetemi, non è che ci sia poi molto altro da aggiungere.
Solo una cosa: a tutti coloro che ritengono che il diritto naturale non esista, una semplice riflessione, anche questa di natura giuridica: i buoni vecchi romani, accanto allo ius civile, considerato come il complesso del diritto positivo, ponevano la sua evidente e naturale premessa, ossia lo ius naturale, quale fonte normativa pura. Ius naturale, inteso come universalità di norme acquisite immemorabilmente dall’ uomo come spontanee regole di comportamento e che solo la Nostra Grande Madre può aver innestato nel nostro corpo e nella nostra mente…
Cari, vecchi, buoni saggi di Roma antica, che pure così tanto praticarono la pederastia, di certo, di fessaggine non mi sembra proprio il caso di tacciarli…

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